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Non chiamatelo più semplicemente “fuoriclasse”. Quello a cui stiamo assistendo in questo 2026 non è solo sport, è la riscrittura sistematica dei limiti umani su due ruote. Tadej Pogačar non sta solo vincendo, sta dominando, strabiliando e, in molti casi, umiliando la concorrenza con una naturalezza che lascia senza fiato.
Un 2026 da leggenda: 3 su 3
L’inizio di stagione dello sloveno è stato qualcosa di mai visto prima nel ciclismo moderno. Con il trionfo al Giro delle Fiandre del 5 aprile, Pogačar ha centrato un incredibile “tre su tre” nelle gare a cui ha partecipato quest’anno, dopo aver già conquistato le Strade Bianche (per la quarta volta, record assoluto, ndr) e la sua prima Milano-Sanremo. È diventato il primo corridore nella storia capace di vincere queste tre classiche nello stesso anno solare, un’impresa che lo proietta in una dimensione mistica.
Il Paragone con i grandi: sulle orme di Merckx e Coppi
Il nome che riecheggia costantemente quando si parla di “Pogi” è quello di Eddy Merckx. Prima di lui, solo il “Cannibale” belga era riuscito nella doppietta Sanremo-Fiandre nella stessa stagione, e ora Tadej siede allo stesso tavolo del più grande di sempre. Con 12 titoli monumento già in bacheca a soli 27 anni, lo sloveno insegue i 19 di Merckx, ma con una polivalenza che ricorda i tempi eroici di Fausto Coppi, capace di dominare su ogni terreno, dal pavé alle vette più impervie delle Alpi. La sua superiorità è tale che persino i suoi rivali più accaniti, come Van der Poel ed Evenepoel, non possono far altro che riconoscerne la grandezza.
I numeri di Pogacar
Dietro lo spettacolo ci sono dati che rasentano l’incredibile. Si parla di potenze mostruose, come i 620 Watt espressi sul Poggio per far saltare il banco alla Sanremo. Sebbene tali miglioramenti abbiano sollevato dibattiti sulla loro sostenibilità biochimica, gli esperti sottolineano come oggi la nutrizione maniacale e la gestione scientifica dello sforzo permettano di raggiungere vette un tempo inimmaginabili, riducendo drasticamente il rischio di quelle “crisi di fame” che in passato avevano frenato anche lo stesso sloveno.
OBIETTIVO POKERISSIMO – Ma dove può arrivare questo fenomeno? La risposta è in una parola che mette i brividi: Pokerissimo.
Dopo aver già vinto Sanremo e Fiandre, gli occhi sono ora puntati sulla Parigi-Roubaix, la classica più difficile per le sue caratteristiche. Se dovesse trionfare nell’Inferno del Nord, la strada sarebbe spianata verso la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia per completare l’impresa definitiva: vincere tutte e cinque le Classiche Monumento nella stessa stagione.
Un traguardo mai raggiunto da nessun essere umano e che lo renderebbe, senza più ombra di dubbio, il più grande ciclista mai esistito. Tadej Pogačar non corre contro gli altri, corre contro la storia. E la storia, al momento, sembra fare fatica a stargli dietro.