fonte foto: asroma.com
Mentre la Roma festeggia sul campo un netto 3-0 contro il Pisa, trascinata dalla tripletta di un Malen in stato di grazia, l’atmosfera a Trigoria si fa improvvisamente irrespirabile. Ma a incendiare l’ambiente, paradossalmente, non sono state le solite critiche dei detrattori, bensì le parole di chi dovrebbe agire da garante e bussola della società: Claudio Ranieri.
L’errore imperdonabile di chi conosce Roma
L’errore di fondo, a prescindere dal merito delle questioni tecniche o di mercato, è di natura comunicativa ed è firmato da Ranieri. Sir Claudio non è un neofita, anzi, conosce l’ambiente romano come pochi altri. Sa perfettamente che in questa città ogni sillaba viene vivisezionata e che lanciare dichiarazioni così pesanti nel pre-partita avrebbe scatenato un terremoto mediatico il giorno successivo.
Eppure, ha scelto di dare in pasto ai giornalisti cibo prelibato per i loro denti. Rivelare pubblicamente che Gasperini è stato scelto solo dopo il “no” di altri tre allenatori e rinfacciare al tecnico che ogni acquisto è stato da lui approvato non è un atto di trasparenza, ma un “autogol” comunicativo vero e proprio che destabilizza la squadra in piena corsa Champions.
Un corto circuito inspiegabile
Ciò che appare davvero inspiegabile è la modalità con cui Ranieri ha deciso di “metterci la faccia”. Se da un lato il Senior Advisor rivendica la sua centralità nel progetto, arrivando a minacciare l’addio se dovesse sentirsi un semplice “parafulmine”, dall’altro agisce in totale contrasto con lo stile della proprietà che rappresenta.
I Friedkin, infatti, hanno fatto del silenzio e del basso profilo il loro marchio di fabbrica, evitando accuratamente scontri pubblici e preferendo una gestione interna delle crisi. Vedere Ranieri agire in modo così dirompente e pubblico, attaccando frontalmente l’allenatore su temi sensibili come il mercato e le gerarchie estive, crea un paradosso gestionale: come può il consigliere dei proprietari lavorare pubblicamente in un modo che i Friedkin stessi non approverebbero mai?
La rottura è servita?
Ranieri ha voluto sottolineare che “non scappa” e che ama la Roma, ma le sue frecciatine, potrebbero aver certificato una spaccatura difficilmente risanabile. Invece di proteggere Gasperini e il gruppo nel momento cruciale della stagione, Ranieri ha scelto la via della contrapposizione pubblica.
Un uomo della sua esperienza avrebbe dovuto sapere che, a Roma, certe parole non spengono gli incendi, ma alimentano solo il rogo. Il risultato? Oggi non si parla della rincorsa Champions, ma dell’ennesimo vertice per decidere chi, tra il dirigente e il tecnico, dovrà fare le valigie a giugno.