Una Capitale al centro del mondo. Per anni il basket a Roma è stato un sussurro, un ricordo sbiadito di titoli anni ’80 e finali scudetto ormai datate, sepolto sotto le macerie del fallimento della storica Virtus nel 2020. Per sei anni la Città Eterna è rimasta ai margini, un “vuoto” paradossale in una metropoli globale che, proprio per la sua assenza di strutture consolidate, è diventata improvvisamente il terreno di conquista più ambito d’Europa.
Oggi non siamo più di fronte a semplici indiscrezioni: l’interesse di NBA Europe, l’arrivo di capitali statunitensi e la fame di grande pallacanestro hanno innescato una reazione a catena che potrebbe portare, già dalla prossima stagione, non una, ma ben due realtà romane ai vertici della Serie A. La Capitale è passata dall’essere un deserto a diventare l’epicentro di una vera e propria “corsa all’oro” cestistica.
Questo il quadro di Roma 1 e Roma 2 riportato dalla Gazzetta dello Sport:
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Il Progetto “Roma 1”: Donnie Nelson e il ritorno di Sasha Djordjevic
Il progetto più definito dal punto di vista sportivo è quello guidato da Donnie Nelson, figura storica dei Dallas Mavericks.
- Il titolo e la FIP: L’operazione poggia sul trasferimento del titolo sportivo della Vanoli Cremona, un trasloco già avallato dalla Federazione che segna la fine del miracolo provinciale lombardo per dare vita a una nuova franchigia capitolina.
- La guida tecnica: La panchina è stata affidata a Sasha Djordjevic, che torna in Italia con un curriculum pesantissimo e il “benestare” di Luka Doncic, coinvolto nel progetto come socio di minoranza.
- Management: È previsto l’ingresso di Salvatore Trainotti, attuale DG della Nazionale, a testimonianza della solidità istituzionale del piano. L’obiettivo dichiarato è l’Europa, puntando subito a una wild card in EuroCup.
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Il Progetto “Roma 2”: Il “Power Move” di Paul Matiasic
Mentre Nelson costruisce la squadra, Paul Matiasic (proprietario della Pallacanestro Trieste, ndr) ha giocato d’anticipo sulle infrastrutture, creando un vero e proprio terremoto nel mercato romano.
- Il dominio sul PalaEur: Attraverso la Greenwich Advisory & Company, Matiasic si è assicurato la disponibilità del PalaEur per la stagione 2026/27 con un’offerta monstre da 5 milioni di euro (4 per l’affitto e 1 per l’ammodernamento), superando nettamente la proposta della concorrenza.
- Caccia al titolo: Fallita la trattativa con Scafati, Matiasic è ora alla ricerca di un titolo di Serie A da rilocalizzare. Le opzioni sarebbero ristrette a un paio di club, i cui nomi restano al momento coperti dal massimo riserbo per evitare “il panico” nelle piazze coinvolte.
- Trieste resta: Nonostante l’impegno su Roma, la Pallacanestro Trieste manterrà la Serie A grazie all’intervento della politica locale e all’ingresso di nuovi capitali (2 milioni di euro da un player globale dell’asset management).
La Resistenza della Virtus Roma 1960
In questo scenario di “compravendita” di titoli, la Virtus Roma 1960 continua a rivendicare la propria identità sportiva.
- I Playoff di Serie B: La squadra è attualmente nel vivo delle semifinali. Dopo un cammino netto di 5-0, ha subito la prima sconfitta in Gara 3 contro San Vendemiano (73-66), ma guida ancora la serie per 2-1.
- La posizione di Pasqualini: Il presidente ha ribadito che la Virtus non sarà mai un “satellite” e che l’obiettivo è tornare in A per meriti acquisiti sul campo, annunciando l’imminente ingresso di un importante socio straniero.
Il nodo delle Infrastrutture
Il futuro prossimo vedrà una battaglia anche per i campi da gioco. Se il PalaEur sembra ormai destinato al progetto Matiasic, l’alternativa per le altre realtà resta il PalaTiziano, che però con i suoi 3.500 posti rappresenta una soluzione al limite per le ambizioni della Serie A. Sullo sfondo, il sogno rimane la trasformazione del Centrale del Foro Italico in un’arena da 13.000 posti, che cambierebbe definitivamente i connotati dello sport indoor a Roma.
Quindi cosa succederà? La situazione è in piena evoluzione: nel giro di questa settimana sono attese comunicazioni chiave che potrebbero definire ufficialmente la nascita del nuovo club. Roma si prepara a passare dal nulla al raddoppio, in un incastro tra ambizioni NBA, capitali americani e la passione mai spenta del suo popolo cestistico.