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Il Giro d’Italia 2026 si chiude all’ombra del Colosseo con un verdetto inappellabile: Jonas Vingegaard è il padrone assoluto della 109ª edizione. La passerella finale di Roma, che ha visto il successo allo sprint di Jonathan Milan sul traguardo del Circo Massimo, è stata la degna celebrazione per il fuoriclasse danese della Visma-Lease a Bike, capace di dominare la corsa rosa dal primo all’ultimo giorno.
Un’impresa da “Tripla Corona”
Con questa vittoria, Vingegaard entra ufficialmente nell’Olimpo del ciclismo, diventando l’ottavo corridore nella storia a completare la “Tripla Corona”, avendo vinto in carriera Giro, Tour de France e Vuelta a España. Il danese si aggiunge a un elenco ristrettissimo di leggende composto da Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome. È inoltre il primo ciclista della Danimarca a sollevare il Trofeo Senza Fine.
Dominio assoluto: 5 tappe e distacchi abissali
Il successo di Vingegaard non è mai stato in discussione. Il “Re Pescatore” ha imposto la sua legge nelle tappe di montagna, vincendo ben cinque frazioni: Blockhaus, Corno alle Scale, Pila, Carì e l’ultima grande ascesa a Piancavallo. In quest’ultima occasione, ha indossato una maglia rosa speciale in omaggio alle vittime del terremoto in Friuli del 1976, un gesto che ha toccato il cuore dei tifosi.
In classifica generale, il distacco sugli avversari è stato netto:
- 1° Jonas Vingegaard
- 2° Felix Gall a 5’22”
- 3° Jai Hindley a 6’25”
Dalle pescherie alla gloria: la rinascita di un campione
La storia di Jonas è quella di una determinazione fuori dal comune. Prima di diventare un campione, lavorava in un mercato ittico a Hanstholm, svegliandosi alle 5 del mattino per pulire il pesce prima degli allenamenti pomeridiani. Ma il trionfo di oggi ha un sapore ancora più dolce se si pensa al gravissimo incidente del 4 aprile 2024 al Giro dei Paesi Baschi, dove rischiò la vita a causa di numerose fratture e uno pneumotorace. “Ho creduto di morire”, ha ricordato Vingegaard, che oggi ha invece potuto rallentare nell’ultimo chilometro di Piancavallo per godersi l’abbraccio della folla.
Non solo Rosa: gli altri protagonisti
Mentre Vingegaard festeggiava il trionfo finale, l’Italia ha trovato motivi di gioia con Jonathan Milan, che ha rotto il suo digiuno vincendo l’ultima tappa a Roma. Nelle altre classifiche speciali:
- Maglia Azzurra (Scalatori): Giulio Ciccone, protagonista di una corsa generosa.
- Maglia Ciclamino (Punti): Il francese Paul Magnier.
- Maglia Bianca (Giovani): Il portoghese Afonso Eulálio.
- Miglior Italiano: L’ottimo ottavo posto del giovane Davide Piganzoli, gregario di lusso proprio di Vingegaard.
Obiettivo Tour
Con il Giro d’Italia in bacheca, Vingegaard non ha intenzione di fermarsi. Il prossimo obiettivo è già fissato: il Tour de France a luglio, dove cercherà di realizzare la mitica doppietta Giro-Tour nello stesso anno, sfidando il suo eterno rivale Tadej Pogacar. Ma per ora, è tempo di godersi le “Vacanze Romane” da trionfatore.