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Scariolo e la nuova sfida a Roma: “Servono pazienza e radici forti. Io qui per aiutare, senza bruciare le tappe”
Il coach bresciano si presenta come Special Advisor del nuovo club capitolino: “Progetto stimolante, ma siamo ai primi passi. Il basket d’alto livello richiede struttura, cultura di squadra e tempi certi”.
ROMA – Pragmatismo, esperienza e tanta voglia di campo, sia pure da una prospettiva diversa. Sergio Scariolo si è presentato alla stampa nel suo nuovo ruolo di Special Advisor dell’area tecnica e della strategia della BC Roma SPQR. Un’uscita pubblica in cui l’ex tecnico del Real Madrid e della Nazionale spagnola ha tracciato la rotta, dosando con cura l’entusiasmo e la necessità di costruire su basi solide,.
Interpellato sulla visione a lungo termine del progetto capitolino, Scariolo ha usato un’efficace metafora per frenare facili trionfalismi:
“Siamo agli inizi: questo è un neonato che è appena uscito dall’ospedale. Sta cominciando a svezzarsi, ma presto gli si chiederà di fare le elementari, le medie e le superiori. Bisogna dimensionare l’aspettativa nel modo corretto: tutti vogliono competere, ma in natura non si fanno salti,. Prima bisogna creare una struttura, poi una cultura di valori e un sistema di gioco,. Come si dice: la gatta frettolosa ha fatto i figli ciechi. Ci vogliono pazienza e professionalità”.
Il ruolo: al fianco dello staff tecnico
Sulle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare l’incarico di consulente strategico anziché attendere una panchina immediata, il tecnico ha chiarito i confini del suo intervento:
“Il mio lavoro è fare l’allenatore e cercare di capire di pallacanestro. Nulla di societario o dirigenziale. Meno di tre mesi fa giocavo la finale di Eurolega con la mia squadra, ed è stato quasi naturale trovare un vincolo legato al dare opinioni in base all’esperienza maturata in questi anni,. Sono qui per stare vicino agli allenatori a 360°, soprattutto a coach Alessandro (Magro, ndr) e al suo staff,. La decisione finale spetta sempre al capo allenatore, ma il mio compito sarà offrire uno spunto di riflessione supportato da qualche anno di basket europeo e internazionale d’alto livello”.

Apertura al futuro, ma focus sul presente
Sollecitato sul rischio che eventuali chiamate dall’Eurolega o dall’NBA possano interrompere il percorso a Roma, Scariolo non ha nascosto la sua natura di uomo di campo, ribadendo però il rispetto degli impegni presi:
“Ho imparato una cosa in questo sport: le previsioni a troppo lungo termine non funzionano. Cerchiamo di vivere il momento con la massima professionalità. Io faccio l’allenatore e c’è un accordo con la società se dovesse arrivarmi un’opportunità di tipo diverso nel corso dell’anno. Ma in questa fase iniziale ciò che mi interessa è dare il mio contributo come osservatore proattivo”.
A chi gli chiedeva se la Capitale possa tornare in cima alle gerarchie nazionali al pari di piazze come Milano o Bologna, Scariolo ha risposto richiamando la realtà dei fatti:
“Pensare che Roma possa tornare a essere la capitale del basket è un bel sogno, ma cerchiamo di essere realisti invece di confrontarci subito con realtà che hanno molti anni di esperienza alle spalle,. La dimensione della città può essere un gran vantaggio quando il progetto si consolida, ma all’inizio può rappresentare un ostacolo in più per la sua complessità,. Non ci distraiamo pensando troppo al futuro: la fase più importante del lavoro è adesso, nel presente”.
Il bagaglio NBA da trasferire sul campo
Infine, un passaggio sul metodo e sull’esperienza maturata oltreoceano da riportare nella realtà italiana:
“Non mi sento la ‘sherpa’ di nessuno. Ma avendo fatto il percorso d’andata e ritorno con l’NBA, ho dovuto imparare a far funzionare il cervello per capire cosa sia trasferibile e cosa no,. Ci sono molte cose del mondo NBA che, con i dovuti aggiustamenti, sono assolutamente funzionali a migliorare la qualità del lavoro quotidiano anche qui”.