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Sogni di un calciomercato di mezza estate

calciomercato spiaggia

Da sempre il calciomercato agostano è il terreno fertile in cui crescono i miraggi che ogni tifoso osserva, annusa, vive sotto l’ombrellone. Pochi giorni alla partenza del nuovo giro della giostra chiamata campionato. Ancora un mese abbondante per capire chi salirà a bordo definitivamente senza farsi tentare dalle oasi arabe, ultime a chiudere i cancelli dei trasferimenti.

Ad oggi più che un’analisi è possibile dare voce ad una sensazione, anzi due, per ognuna delle 20 squadre. Cosa SI e Cosa NO, in un concetto, una frase da tenere a mente e appuntarsi sul bagnasciuga fino a quando le onde non le cancelleranno.

L’analisi sulle mine vaganti

Da considerarsi una big, ma forse non ancora allo stesso livello delle prime, c’è l’Atalanta di Gian Piero Gasperini che vuole sicuramente confermare quanto di buono fatto in questi anni. Qualche squadra di queste sotto elencate vorrà alzare l’asticella per provare a centrare l’Europa. Il Monza di Raffaele Palladino ha inserito giocatori importanti e di esperienza, mentre il tecnico della Salernitana Paulo Sousa grida a gran voce ancora la mancanza di molti giocatori dal mercato.

La Fiorentina di Italiano rinnova completamente il reparto offensivo affidando tutto a Beltran e Nzola. Il Bologna a pochi giorni dall’inizio del campioanto perde un leader da tanti gol come Arnautovic, sarà Zirkzee la punta di riferimento della stagione. Juric può ritenersi soddisfatto per il suo Torino, mentre in casa Udinese ha tenuto banco per molti giorni il caso Samardzic rispedito al mittende dall’Inter che non ha concluso il suo acquisto.

ATALANTA
Cosa SI
Si conferma piazza apprezzata dai giocatori che vogliono mostrare le proprie doti. Per emergere definitivamente (Scamacca), confermarsi (Scalvini), riscattarsi (CdK) e consacrarsi, previo lauta gabella pagata alla Dea, verso palcoscenici internazionali (Hojilund).
Cosa NO
Il maestro Gasp deve combattere il suo vizio delle rotazioni estreme. Ne trarrebbero beneficio i risultati di lungo periodo. Forse l’Europa League l’aiuterà.

BOLOGNA
Cosa SI
Un intero ritiro estivo con Thiago Motta per plasmare le giovani risorse a disposizione e portare il gioco oltre il livello qualitativo dei singoli.
Cosa NO
I singoli che emergono sono merce apprezzata dal mercato. Protagonisti sotto le 2 torri o comprimari in qualche big?

FIORENTINA
Cosa SI
Parisi colpo eccellente e giocare ancora in Europa aiuterà Italiano per proseguire la crescita tattica sua e della squadra.
Cosa NO
Non sono ammessi tanti colpi a vuoto come lo scorso anno. Jovic non ha più giustificazioni da giocarsi.

MONZA
Cosa SI:
Esperienza al potere. Gli innesti portano in dote tante presenze in Serie A e molta voglia di riscatto. La stagione della conferma per i brianzoli potrebbe essere il trampolino definitivo per Palladino. Scotta però l’uscita di scena dalla Coppa Italia, club lombardo sconfitto dalla Reggiana di Alessandro Nesta.
Cosa NO
L’attacco non convince, le soluzioni attuali a disposizione sembrano limitare la finalizzazione di quanto viene prodotto dalla squadra.

SALERNITANA
Cosa SI
La società sta aumentando la propria rete di rapporti di mercato, dimostrandosi valido interlocutore con cui sviluppare affari. Tra il presidente e l’allenatore rapporto schietto con unico fine la crescita della squadra.
Cosa NO
Le sirene per Dia sono tante, venisse ceduto sarebbe difficile sostituirlo. Riuscire a trattenerlo un altro anno dimostrerebbe come il progetto a Salerno punti a salire di livello.

TORINO
Cosa SI
La rosa cresce di valore anno dopo anno, meriti da spartire tra Juric, Cairo e lo scouting. Tanto lavoro merita l’occasione europea. Bellanova ottimo colpo.
Cosa NO
La qualità del prodotto porta gente in negozio fino all’ultimo giorno di mercato. Non sempre arrivano proposte irrinunciabili. Giusto a volte rifiutare e non dover ripartire da capo.

UDINESE
Cosa SI
Laboratorio di riconosciuta competenza. È l’anno di Pafundi e Lucca. La piazza e il mister possono aiutarli nel fare il salto definitivo di qualità.
Cosa NO
Storicamente squadra multietnica che trova la sua identità nelle differenze delle scuole tecniche da cui arrivano i suoi tesserati. Il calcio è lingua universale ma Udine potrebbe essere sfruttata meglio per la crescita di piu giovani in odore di azzurro.

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